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Pool Running: la nuova frontiera della corsa in acqua

Pubblicato il: 2 giugno 2017 | Commenti 0

pool running
Ormai la bella stagione è alle porte ed è statisticamente provato che, tra il caldo, le vacanze e altre banali scuse, in molti tralasciano l’attività fisica. E non c’è niente di più sbagliato, al di là della prova costume, perché il fisico avverte subito questo distacco.
La soluzione di cui si parla oggi è rivolta anche a coloro che pensano allo sport come un nemico da combattere e, nella frenetica ricerca dell’attività fisica perfetta, è da prendere in considerazione una delle ultime novità in fatto di fitness: il pool running.
Arriva direttamente dagli Stati Uniti e assicura un allenamento così intenso che basterebbe una sola sessione a settimana per avere gli effetti di un’attività sportiva continua nel tempo. Che sia vero o meno, questo nuovo metodo di praticare la corsa ha anche tutti gli effetti positivi dell’esercizio svolto in acqua, come tutte le altre attività di acqua fitness. Vediamo per bene di cosa si tratta e come funziona.

Cos’è il pool running?

Questa attività ha già nel nome la sua semplice spiegazione: il running, ovvero la corsa e pool che è il termine inglese che indica la piscina, vale a dire il luogo in cui si svolge questo sport. In origine, questi tipi di esercizi erano stati fatti eseguire durante le sedute di fisioterapia, specie in caso di incidenti poichè il sostegno dell’acqua garantisce una mobilità diversa ed aiuta la risoluzione di difficoltà motorie per gli arti inferiori. Appurata la sua efficacia, si è capito che oltre che per la pura azione riabilitativa, si può ricorrere a questo sport anche sul piano del rafforzamento dei muscoli e sulla modellazione del fisico. Dunque, correre in acqua, è ufficialmente contemplata come una nuova disciplina fitness.
Il nuoto, si sa, è uno sport che modella il corpo e grazie al tipo di movimento svolto, aumenta l’effetto sulla resistenza della muscolatura enfatizzandola e questo accade soprattutto con il pool running dalla vita in giù. E’ stato pensato anche per chi ha paura di non riuscire a stare in posizione verticale in acqua, grazie all’esistenza di  cinture con dei pesi e delle scarpe apposite per aiutare a rimanere eretti in acqua.

Chi ha pensato al pool running?

I praticanti di cross training sono stati i primi ad avvicinarsi a questo sport. E’ stato pensato come un’alternativa alla classica corsa ma con un  livello di impegno muscolare diverso, più forte. È indicato per chi ha problemi avanzati, legati a schiena, caviglie e legamenti o che in generale impediscono il running.
E’ altresì indicato anche per chi è fuori forma e vuole recuperare in poco tempo un tono muscolare attivo, oppure è ideale per rassodare in poco tempo i tessuti delle gambe, dell’addome e del lato B. È in ogni caso una pratica ideale per tutti, anche per chi non sa nuotare molto bene perché si è immersi fino al collo, con tutti i dispositivi di sicurezza che una piscina offre e quindi non serve avere preparazione natatoria avanzata.

Attualmente, il pool running può essere praticato in piscina, nei corsi di hydrobike o perché no, al mare, solo se calmo, perché le onde non permetterebbero una posizione eretta.

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